AVEZZANO. Dopo oltre mezzo secolo verranno ultimati i lavori di ristrutturazione della fontana di piazza Risorgimento, intrapresi dopo i bombardamenti dell'ultima guerra e in seguito allo spostamento in Piazza Torlonia del Monumento ai Caduti.
E' stato dunque reso esecutivo dall'Amministrazione comunale il progetto della fontana 7.48 del giovanissimo ingegnere Giancarlo Gerardo Cardone, 28enne di Magliano dei Marsi, vincitore del concorso per idee organizzato dal Comune.
La commissione esaminatrice, presieduta da Giovanni Carbonara, architetto e docente de La Sapienza di Roma, ha scelto l'opera di Cardone tra i 20 elaborati arrivati da progettisti di tutta Italia, poiché ha saputo preservare l'aspetto storico-culturale della piazza, proiettandola allo stesso tempo nel contesto architettonico contemporaneo.
Il progetto della fontana 7.48, questo il nome dell'opera che stigmatizzerà l'orario di quel 13 gennaio del 1915 in cui il sisma devastò l'intera città, prevede l'installazione di elementi che ricordano gli immissari del Fucino e il suo prosciugamento e sarà caratterizzata da particolari giochi di luce.
Iniziati dunque i lavori da parte dell'Amministrazione De Angelis del progetto che si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione del centro-città prevedendo anche in futuro la pedonalizzazione permanente di un piccolo tratto del percorso urbano centrale che verrà sottoposto ad interventi di ristrutturazione ed arredo urbano.
Il sindaco Gabriele De Angelis, tra i principali artefici del progetto di riqualificazione del centro città, da lui portato avanti già in qualità di assessore ai Lavori Pubblici, ha tenuto a sottolineare "la grande sensibilità mostrata dalla Fondazione Carispaq, presieduta da Marco Fanfani, che ha deciso di destinare 800 mila euro ai lavori di riqualificazione del centro storico di Avezzano, finanziando il restyling della piazza centrale e la completa ristrutturazione della scuola Montessori, fatiscente da decenni, salvaguardando così due delle ultime opere simbolo di una città che non c'è più."
A 60 anni, dunque, Avezzano si specchia nella sua fontana e non si riconosce. Il terremoto ha cancellato i suoi ricordi e le sue rughe più belle. Fiera ed elegante come una signora della sua età, decide di incidersi sul cuore l'ora di un giorno che né lei né i suoi abitanti potranno mai dimenticare.
FDF