La comunicazione di Gianfranco Tedeschi ha dell’incredibile. Il sindaco di Cerchio ha annunciato che il suo Comune beneficerà di uno stanziamento di 750.000 euro da parte della Regione Abruzzo per la messa in sicurezza delle strutture municipali attraverso i fondi del FSC Abruzzo 2007/2013.
L’incredibilità della cosa non è tanto la pur consistente cifra stanziata quanto gli artefici dello stanziamento. Per due ragioni.
Prima: coloro che, come dice Tedeschi, «si sono spesi in prima persona in favore della nostra Comunità», sono l’assessore regionale Donato Di Matteo e il consigliere Lorenzo Berardinetti, tutti autorevoli esponenti del Partito Democratico. La “certificata marsicanità” di Berardinetti non è in discussione visto che è pure sindaco di Sante Marie quindi la sorpresa arriva dal pescarese doc Di Matteo. Ma in fondo pure il corpulento assessore dice in ogni occasione di essere un montanaro visto che è nato e cresciuto a Roccamorice, un paesino che sta in provincia di Pescara ma che si trova a 520 metri sul livello del mare nel versante nord occidentale della Majella. E allora visto che conosce bene i problemi delle zone interne o montuose forse gli viene facile tirarsi fuori dallo scontro ideologico e campanilistico regionale costa-montagna che, almeno in questa occasione, non ha premiato gli abruzzesi marittimi.
Seconda: Berardinetti a parte, gli altri montanari nostrani che a vario titolo siedono sui banchi del Consiglio e della Giunta regionale? Perché non sono stati citati da Tedeschi? Hanno preferito mantenere un basso profilo oppure non hanno fatto parte dell’anomala cordata marsicanpescarese che è riuscita a dare una boccata d’ossigeno al Comune di Cerchio?
Il popolo della Majella ha scritto pagine gloriose quando si è trattato di rimboccarsi le maniche della divisa color caki e andare in soccorso per liberare la propria gente e le altre popolazioni. Che dire: ben venga l’apertura mentale di Donato Di Matteo e l’impegno di Lorenzo Berardinetti. Restiamo comunque in attesa che anche gli altri montanari nostrani diano un segno tangibile dell’amore che affermano di avere per l’Abruzzo interno, soprattutto quando si tratta della Marsica.
Perdonandoci, stavolta sì, un pizzico di campanile.
Direttore
Foto: Parco Nazionale della Majella – Genziana Appenninica