L'AQUILA. Viene rinviata al 21 giugno l'udienza del processo Grandi Rischi Bis che vede imputato l'ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso - oggi candidato del centrodestra a sindaco di Roma - per omicidio colposo plurimo e lesioni in seguito al sisma del 6 aprile 2009 in cui morirono 309 persone.
L'accusa per Bertolaso è quella di aver convocato la Commissione Grandi Rischi per indurla a rassicurare la popolazione contro il rischio reale di un forte terremoto, inducendo in tal modo gli aquilani a rimanere nelle proprie abitazioni la notte del sisma.
Fuori dall'aula, appreso il rinvio, esplode la rabbia dei familiari delle vittime che aspettano da 7 anni una sentenza.
Se la prendono con le lungaggini del sistema giudiziario italiano che a causa della mancanza di magistrati ha rimandato a giugno la prossima udienza, facendo slittare il processo sempre più vicino alla prescrizione del 6 ottobre.
E se la prendono con Bertolaso, assente durante l'udienza, che dai microfoni del tg1, aveva annunciato che avrebbe rinunciato alla prescrizione per arrivare alla sentenza.
Annuncio che finora non è stato confermato. Il 12 giugno si vota per le amministrative della Capitale, il 21 giugno l'udienza.
Non ci stanno i familiari delle vittime, in particolare Vincenzo Vittorini, medico e consigliere comunale a L'Aquila e l'avvocato Maurizio Cora, entrambi, quel terribile 6 aprile hanno perso moglie e figlie.
E fuori dal Tribunale distribuiscono volantini accusando Bertolaso di aver mentito sulla sua rinuncia alla prescrizione.
F. Di Fabio